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Come nasce una moto da corsa: da una Honda di serie al mondiale Flat Track. Picasso Engineering EP.1

Federico  Garbin
Federico Garbin il 24/03/2025 in Moto & Scooter
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Tutto è iniziato con un messaggio vocale, da parte di un amico, che voglio riassumervi così:

Voglio costruire una moto da flat track per partecipare al Campionato Mondiale”.  Una follia, penserete, e cosa simile ho pensato io. Solo che conosco da lungo tempo il mittente e conosco la sua cocciutaggine. Se dice una cosa, la fa.

Dico ciò con cognizione di causa. Qualche anno fa ho assistito a un’altra “sparata” da parte dello stesso protagonista: “Voglio costruire un’auto GT completamente in carbonio”. E, sì, ci è riuscito. Non voglio raccontarvi oltre, ma trovate tutto online: a mandarmi il messaggio è stato Stefano Picasso.

Ho, anzi abbiamo confrontandomi con i colleghi in redazione, scelto di seguire questa avventura. Avventura che, come giusto, vede coinvolti altri protagonisti: Marco Troiano di OMT Garage, lo staff tecnico della Picasso Engineering, numerosi partner tecnici e, ovviamente, noi di Dueruote, in forma di cantastorie.

E ce ne sono da cantar qui, di uomini e di gesta. Seguiremo questo processo passo a passo, dalla nascita alla realizzazione della prima Honda CRF 450 Flat Track con telaio interamente in carbonio. Una scelta, questa, nata proprio dalle esigenze di Marco Troiano (uno dei massimi esperti di questa disciplina, in Italia), e dalle prove sul campo effettuate con una CRF 450 standard, ma adattata alla disciplina.

La faccio breve perché non voglio spoilerare troppo, trovate tutto nel video qui sotto: il telaio a doppio trave in alluminio è troppo rigido per il flat. È stato infatti progettato per l’uso sui campi da cross, dove le sospensioni, il link e il telaio stesso devono resistere a sollecitazioni fortissime. Negli ovali in terra, invece, queste sollecitazioni mancano del tutto (infatti si chiama flat!) ed è il telaio, ancor più che le sospensioni, a dover flettere per permettere ai pneumatici di fare il loro (durissimo!) lavoro. Cioè avere un po’ di grip dove il grip, di fatto, non c’è.

Carbonio e flessibilità: quasi un ossimoro; la scommessa di Stefano Picasso e del suo team tecnico (capitanato da Loris Mazzeo) era proprio questa: far lavorare questa fibra in modo elastico. E, ça va sans dire, dare a Marco e ai suoi piloti, una moto vincente. Vincente davvero, perché il prototipo debutterà al mondiale.

Allora via, ecco il primo video. Siamo partiti dal principio: chi sono i protagonisti, cosa vogliono fare e quale è il primo passo da affrontare: prendere le misure. E se quest’ultima cosa vi pare affar semplice, ascoltate cosa racconta Loris Mazzeo al nostro mitico ing, Christian Cavaciuti nella seconda parte del video…

Buona visione e… ci vediamo fra poche settimane con la seconda parte di questa incredibile storia….

 

Come nasce una moto da corsa: da una Honda di serie al mondiale Flat Track. Picasso Engineering EP.1

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