I veicoli vanno sempre assicurati


Marco Gentili venerdì, 7 settembre 2018
Sentenza della corte di giustizia europea: il fatto che un mezzo sia inutilizzato e parcheggiato in una proprietà privata non esonera il proprietario dagli obblighi di responsabilità civile. Ma fino a quando il legislatore non cambia le regole, le polizze continueranno a essere sospendibili nei momenti di inutilizzo del mezzo



Un veicolo che non sia stato ritirato ufficialmente dalla circolazione e che sia idoneo a circolare deve essere coperto da un’assicurazione anche se il suo proprietario, non avendo più intenzione di guidarlo, ha scelto di lasciarlo parcheggiato su un terreno privato. E il suo proprietario è responsabile dei danni provocati da questo anche se lo aveva dismesso da tempo.

La sentenza segue un sinistro avvenuto in Portogallo 12 anni fa, quando il figlio della proprietaria di un veicolo, non più usato dalla donna e parcheggiato su un terreno di proprietà, si è impossessato del mezzo, provocando un sinistro con vittime.

La vicenda

Con una recente sentenza la Corte di giustizia europea ha ribadito che un veicolo che non sia stato radiato ed è idoneo a circolare, è classificabile come “veicolo” e quindi è soggetto all’obbligo di assicurazione previsto dalla direttiva 72/166/Cee del 1972. Il fatto che non venisse utilizzato e fosse conservato all’interno di una proprietà privata non e esonera il proprietario dagli obblighi di legge. E soprattutto non lo mette al riparo da un’eventuale rivalsa da parte del fondo di garanzia per i risarcimenti da sinistro.

Le possibili conseguenze

Un pronunciamento che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle polizze sospendibili, spesso usate dai motociclisti che durante i mesi invernali tengono la moto ferma in box. Una sentenza della Corte di giustizia europea, infatti, è direttamente recepita all’interno di tutti gli Stati membri. Ciò significa che, se anche in Italia dovesse verificarsi un caso analogo, essa entra sin da subito a far parte della giurisprudenza. Diverso però è il caso della modifica della responsabilità civile dei veicoli, che è appunto disciplinata dal codice civile. Di questa eventuale revisione si dovrà occupare il legislatore (quindi il Parlamento). Sempre che si ritenga opportuno intervenire su questo fronte.