F.B. Mondial HPS 125 2017/0


di Alfredo Verdicchio Da Dueruote di Maggio 2017
F.B. Mondial HPS 125 2017/0 Dall'archivio Prove
  1. 124,2 cc
  2. 10 kW (13,6 CV)
  3. 1 cilindro
  4. Euro4
  5. € 3.990 c.i.m.

Per i sedicenni più stilosi ecco una moto dal design moderno, sportivo e allo stesso tempo non privo di richiami al passato. Ruote a raggi e gomme leggermente tassellate come impone la moda, doppio scarico alto in stile scrambler, prezzo interessante

Mondial. In tempi in cui il bianco e nero imperversava e le macchine erano esperimenti epici lanciati verso il futuro, la Casa italiana fu una di quelle che scrisse la storia del motociclismo mondiale della prima meta` del '900. Poi, il ritiro dalle corse nel 1957 (insieme a Moto Guzzi e Gilera) e, come spesso e` accaduto nel nostro bel paese, un lento cammino verso l'oblio, per poi tornare e di nuovo scomparire nella prima meta` del duemila. In seguito il nulla, fino a quando, due anni fa, Cesare Galli (proprietario della Pelpi International) e il conte Pier Luigi Boselli (proprietario del marchio), si sono stretti la mano e ridato vita alla FB Mondial. Sodalizio di cui abbiamo poi visto il primo frutto a EICMA 2015, dove hanno presentato la HPS 125 (con HPS che sta per Hipster). Da allora, la piccola ottavo di litro e` diventata un'interessante realta`: rispetto alla maggior parte delle sue concorrenti dal taglio modern-vintage che impazza in questi ultimi anni, sfrutta soluzioni ciclistiche dal taglio sportivo e un moderno motore raffreddato a liquido, invece di un piu` classico – e scontato – raffreddato ad aria. Il monocilidrico in questione e` un'unita` di derivazione Piaggio (viene infatti fornito da ZPFM, Zongshen-Piaggio-Foshan Motorcycle), gia` visto su alcune produzioni del gruppo di Pontedera, ma realizzato seguendo alcune specifiche richieste da parte di FB Mondial. A parte alcune finiture realizzate in economia sparse qua e` la` (vedi la fusione del basamento motore, oppure la fresatura delle pedane o ancora le finte cromature che ornano il serbatoio, tutto in linea con il prezzo di vendita contenuto), la Hipster 125 sfoggia comunque un fascino particolare e ben distinto dalla massa, una buona verniciatura, un abbinamento cromatico dal forte sapore sportivo (rafforzato dalla presenza di una forcella a steli rovesciati e dalla pinza freno anteriore ad attacco radiale) che, tutti insieme, riescono a farle riscuotere un certo successo ai semafori o una volta sul cavalletto. Unico limite e` che gli sguardi che attira sono quasi esclusivamente di persone adulte e non di giovani leve motociclistiche. Peccato, perche´ la HPS ha tutte le carte in regola per "spaccare" anche tra i sedicenni!

Tanto gusto

La Hipster 125 non e` solo bella da vedere, ma anche da guidare. Piccola, compatta e leggera tra le gambe, questa 125 piace sin dai primi metri perche´ e` facile, intuitiva, maneggevole. E in piu`, in sella non fa sentire come l'orso sulla graziella, anche se si e` alti 180 cm: certo, le gambe sono rannicchiate, ma nemmeno poi cosi` tanto. Il manubrio basso porta a tenere il busto leggermente caricato in avanti, ma i polsi non soffrono piu` di tanto. Anzi, questa posizione ad ogni rotonda o svolta invoglia alla piega, cosi` come lo fa la buona rapidita` della Hipster a fiondarsi dentro le curve e a chiudere le traiettorie senza mai avere reazioni nervose da parte dell'avantreno. Che, nella sua semplicita`, offre un buon feeling in ogni situazione di giuda. La forcella, priva di regolazioni e tarata sul morbido, riesce a filtrare buona parte delle imperfezioni stradali e allo stesso tempo regalare anche una piacevole precisione di guida e un sostegno convincente in frenata. Questo grazie in parte al buon funzionamento della sospensione e per il resto alla scarsa efficacia dell'impianto frenante anteriore, tanto bello da vedere quanto di poca sostanza. Mancanza di performance da imputare non solo al disco e le pastiglie, ma soprattutto alla pompa del comando al manubrio, decisamente non all'altezza: se a ritmo blando e in assenza di pericoli improvvisi tutto sommato il freno anteriore non dispiace, in caso di rallentamenti importanti la leva va direttamente a fondo corsa senza che aumenti la morsa sul disco e la moto deceleri di piu`. Molto piu` convincente, invece, e` il motore: il piccolo monocilindrico ha 13,6 CV dichiarati dalla Casa alla ruota, quasi non vibra, e` bello brillante nelle marce corte e dai 4.000 giri in poi sfoggia anche un allungo piacevole, con un'erogazione priva di buchi e incertezze. E, in piu`, consuma poco: 26 km/l in citta`.

Listino

Per inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login.