Francesco Bagnaia arriva in MotoGP al team Pramac, Tech3 e Yamaha si separano dopo 20 anni di collaborazione, Yamaha ufficiale che rinnova con
Maverick Vinales e punta a confermare Valentino Rossi. Honda che annuncia il rinnovo del contratto per altre
due stagioni con Marc Marquez. Non è ancora iniziata la stagione 2018, che gli argomenti all’ordine del giorno sono quelli che riguardano il campionato della
MotoGP 2019. Tutte le notizie di cui abbiamo parlato sopra, infatti, riguardano ciò che accadrà tra un anno.
Il mercato inizia troppo presto
Una volta, non troppi anni fa, il
mercato dei piloti si animava tra giugno e luglio: quando la stagione entrava nel vivo, i team annunciavano i colpi per l’anno a venire. Questa data però è stata continuamente anticipata.
Il risultato? È quello di far perdere interesse al campionato. È evidente infatti che molti degli attori in causa non potranno affrontare gli impegni agonistici con la necessaria concentrazione. Prendiamo
Zarco e Syahrin: con quale spirito Yamaha supporterà l’evoluzione della moto del team Tech3, ben sapendo che il loro rapporto è ormai agli sgoccioli? E con quale entusiasmo e serenità
Danilo Petrucci, pilota del Team Pramac in attesa di rinnovo con Ducati, o l'australiano Jack Miller affronteranno la stagione sapendo che alle loro spalle scalpita il giovane "Pecco" Bagnaia, che proprio con Ducati ha firmato un accordo fino al 2020?
Troppe voci, piloti disattenti
La questione fondamentale riguarda proprio la serenità degli atleti in gara. Nonostante gli impegni da rispettare con i propri team, il continuo susseguirsi di voci di mercato rischia di destabilizzare l’ambiente e di deconcentrare i piloti dal loro lavoro. Vero è che le selle dei top team, a meno di colpi di scena clamorosi, sono ormai definite anche per il 2019 (e di certo Honda punta a rinnovare la coppia Marquez-Pedrosa) e anche Ducati potrebbe confermare la coppia Dovizioso-Lorenzo. Ma nei team (ufficiali e non) il valzer è apertissimo. Che ne sarà di piloti in cerca di una dimensione, come uno
Iannone in crisi di risultati e visibilmente a disagio con la rigidità di un ambiente come
Suzuki? Chi guiderà le
Aprilia e le
KTM? Domande che interessano gli addetti ai lavori quasi più dei risultati che i piloti riusciranno a portare a casa nel corso di un 2018 che, come mai prima d’ora è accaduto, rischia di diventare un anno di transizione.
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