Yamaha MT-09 ABS, Suzuki GSX S750 ABS, Kawasaki Z 900 Performance 2016/0


di Alessandro Codognesi Da Dueruote di Giugno 2017
Yamaha MT-09 ABS Dall'archivio Prove
  1. Yamaha MT-09 ABS
  2. 847 cc
  3. 84,6 kW (115 CV)
  4. 3 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 9.190 c.i.m.
  1. Suzuki GSX S750 ABS
  2. 749 cc
  3. 84 kW (114 CV)
  4. 4 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 9.090 c.i.m.
  1. Kawasaki Z 900 Performance 2016/0
  2. 948 cc
  3. 92,2 kW (125 CV)
  4. 4 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 9.190 c.i.m.

Offrono un sacco di buoni argomenti a chi adora la guida arrembante e con il loro prezzo sono alla portata di molti: ecco le protagoniste di una importantissima fascia di mercato. Le abbiamo messe a confronto in una strada tutta curve

Catenaccio duro: e` bestiale come le strategie di mercato portino a una strettissima marcatura uomo a uomo. Anzi, moto a moto. Guardate un po' qua: in uno dei segmenti piu` combattuti (le naked di media cilindrata) per il 2017 sono arrivate tre giapponesi che costano praticamente la stessa cifra. Sono la Yamaha MT-09 (8.990 euro f.c.), la Kawasaki Z900 (ancora 8.990 euro f.c.) e la Suzuki GSX-S750 (8.890 euro f.c. nella colorazione rossa o azzurra, che salgono ai "soliti" 8.990 con la li- vrea nera). Si marcano cosi` stretto perche´ giocano in una zona del campo molto calda, seconda per numeri di gol (o di immatricolazioni...) soltanto a quella delle crossover. Insomma, il match tra le naked e` importantissimo.

Ognuna per la sua strada

Stesso prezzo, ma approcci diversi. Vediamoli. La Z900 e` una moto tutta nuova. E` l'erede della Z800 (lapiu`venduta nella categoria nel 2016) anche se per quanto riguarda le prestazioni e` tutta un'altra storia. Partiamo dal dato piu` eclatante: il peso. La vecchia Z pesava la bellezza di 228 kg in ordine di marca, la 900 solo 210. Gran parte del merito va al nuovo telaio, un coreografico traliccio in acciaio (qui verniciato in verde per richiamare l'H2) che da solo fa ri- sparmiare 13,5 kg. Non e` poco. Le sue quote sono rassicuranti: interasse di 1.450 mm e cannotto aperto di 24,5°. Il 4 cilindri da 948 cc invece deriva addirittura dalla prima Z1000, ma ovviamente ha componenti moderni. Risultato: ci sono 125 CV a 9.500 giri e 99 Nm tutti da godere senza un briciolo di elettronica. Niente mappature, niente controllo di trazione per una precisa scelta filosofica. La Yamaha MT-09 e` la nemica numero uno della Z900 e fara` di tutto per riprendersi il titolo di regina della categoria. Non a caso, entrambe le moto stanno vendendo benissimo in questo inizio di 2017 e se le stanno gia` dando di santa ragione. Fin da quando e` stata presentata, la MT-09 ha interessato il mondo dei motociclisti per i suoi modi estroversi e il suo motore pieno di coppia. Oggi Yamaha l'ha rinnovata in diverse aree. Innanzitutto nel 3 cilindri da 847 cc, sempre capace di 115 CV a 10.000 giri e 87,5 Nm ma ora Euro4. Altre novita` meccaniche sono la frizione, ora antisaltellamento, e la forcella completamente regolabile e rivista nella taratura. Il peso si attesta sui 193 kg in ordine di marcia comprensivi di ABS: un bel vantaggio rispetto alle 4 cilindri. Inedito e` anche lo scarico come il cambio elettroassistito QSS, mentre rimane confermata la possibilita` di scegliere tra 3 diversi D-Mode (A, Standard o B a seconda delle intenzioni piu` o meno bellicose) e tra due livelli del controllo di trazione TCS. Davvero tanta roba in relazione al prezzo di vendita. Completamente nuova l'estetica, ispirata fortemente all'ammiraglia MT-10. Basta osservare il nuovo faro full led: cattiveria concentrata. Nella mischia si butta senza timori anche Suzuki, con la nuova GSX-S750. Ad Hamamatsu rimangono fedeli alla filosofia del "4 in linea settemmezzo", motore che per gli smanetttoni ha un significato ben preciso. E` la giusta via di mezzo che permette di godere di potenze importanti (siamo a quota 114 CV a 10.000 giri), senza castrare il polso destro. La GSX-S poi, come vedremo, ha un'elettronica molto a punto. Traction Control a 2 livelli (piu` off) che sfrutta i dati provenienti dalle ruote foniche dell'ABS. Il teaio e` in acciaio e ha quote simili alla Kawasaki: 1.455 mm di interasse, 25,2° di inclinazione del cannotto e 215 kg di peso in ordine di marcia.

Z900, spirito guerriero

Tra chi compra queste naked ci sono ragazzi che salgono dalla 600 e apprezzano le cubature piu` corpose perche´ offrono tanta coppia (o almeno un po') nella famosa zona intermedia del contagiri, quella che tanto piace in uscita di curva. E ci sono anche motociclisti dalla lunga esperienza, intenditori della "bella guida" che sanno bene come per strada siano inutili gli oltre 150 CV delle maxi, che poi vanno tenuti a bada da controlli elettronici da shuttle... In ogni caso, le tre naked della nostra comparativa mirano a una specie di motociclisti ben definita. Quelli che, giubbotto di pelle e casco integrale, non aspettano altro che la domenica per divorare strade curvilinee... In questo terzetto di hooligans, la Kawasaki recita sicuramente la parte del capobranco. Un po' per il suo sguardo arrabbiato e il telaio verde venefico, ma anche e soprattutto per i numeri della sua scheda tecnica: 125 CV sono un bel po' piu` delle concorrenti. E si sente subito: ruotare anche di poco la monopola destra significa generare un impulso deciso in avanti, in qualunque marcia. Convince un po' meno la posizione di guida: oltre a essere la piu` caricata (anche se non esagerata), e` quella piu` obbligata, li` ci si accomoda e li` si rimane. I piu` alti non apprezzeranno. La Kawasaki e` anche la piu` fisica da far danzare nel traffico che ci porta verso il percorso scelto per la prova, per le dimensioni generose del serbatoio e per la prontezza del 4 cilindri. Datele in pasto un paio di curve pero` e la Z900 si fara` subito perdonare. Ha una meccanica molto accordata per la guida spinta: la ciclistica e` composta anche quando si accompagna la frenata a centro curva, il motore risponde chirurgico alle vostre richieste con una forza entusiasmante, a qualunque regime, e la frenata e` potente ma molto modulabile. Si guida forte e ci si sente sicuri, anche perche´ i comandi sono molto precisi. Non e` cosi` scontato. Certo, bisogna essere coscienti di quello che si fa, perche´ lei accelera e frena con decisione. E le manca qualcosa: un controllo di trazione, anche semplice come quello delle rivali. Con una cavalleria simile diventa impegnativo gestire certe situazioni, soprattutto per chi, magari, non e` cosi` navigato. Tenetelo presente.

Gsx-s750, raro equilibrio

Eravamo curiosi di metterla a confronto con le altre due Made in Japan e la GSX-S750 non ha deluso. Nonostante il dato relativo al peso non le dia ragione, alla prova dei fatti impegna meno della Kawasaki nella guida spigliata. Un po' perche´ e` snella tra le gambe, un po' perche´, probabilmente, il peso e` saggiamente in basso. E fin dai primi metri si capisce la sua indole: sportiva ma senza eccessi. La posizione di guida e` da naked ma e` comunque sufficientemente confortevole (la sella e` imbottita il giusto e c'e` margine per muoversi), lo scarico non ha la voce grossa e la frenata e` dolce nella prima parte. Certo, nel confronto con le altre due, la Suzuki paga ovviamente la cilindrata inferiore. C'e` meno cavalleria rispetto alla Kawasaki, e meno coppia rispetto alla Yamaha. Quando le altre due trottano a meta` scala del contagiri, con la Suzuki bisogna stazionare quantomeno negli ultimi tre quarti per tenere il passo. Oppure, si puo` sfruttare la bonta` della sua ciclistica, non particolarmente agile ma molto composta e abbastanza rigorosa a centro curva. Convince la forcella, ben tarata e che non affonda troppo nelle staccate selvagge. Nella guida piu` spinta e` il mono ad alzare prima bandiera bianca, con il risultato che la traiettoria viene leggermente allargata in uscita di curva. Comunque e` regolabile nell'idraulica e nel precarico, quindi potete divertirvi a pasticciarlo come piu` vi aggrada. Rispetto alla Kawasaki c'e` il plus del traction control che, seppur semplice, aiuta nelle situazioni spinose come l'umido o il pave´. Ecco, la Suzuki ha un equilibrio che piace soprattutto a chi si avvicina per la prima volta a moto di queste potenze gia` importanti, rendendo tutto piu` facile.

Mt-09, agilità contagiosa

Basta una rapida occhiata alla Yamaha per intuire come andra` a finire con lei. I volumi sono sballati rispetto a come ci immaginiamo una moto da strada, le geometrie sono un po' naked e un po' motard, il codino non punta verso l'alto. E la sensazione di qualcosa di diverso aumenta quando ci si accomoda sul suo sellone (molto comodo, anche se avremmo gradito uno scalino piu` pronunciato tra pilota e passeggero). La sella e` bassa, il manubrio alto e largo, il girovita snello. Viene voglia di giocarci gia` da spenta, anche perche´ il peso e` contenuto e in basso, le sospensioni hanno la corsa lunga e la taratura e` soft. Il motore ha un sound roco gia` dal minimo e la spinta non delude. Non e` un segreto che il frazionamento a tre cilindri sia una bella trovata per avere tanta coppia erogata con dolcezza, e ruotando il gas della MT-09 lo si ricorda in fretta. C'e` tanta potenza sempre, dal minimo e per tutta la durata del contagiri. Che finisce prima delle concorrenti ma conta poco, perche´ questo motore vi conquistera` con il suo spirito goliardico. E anche la guida e` tutta diversa: e` piu` immediata nelle reazioni, facile con lei trovarsi subito a spingere perche´ la sua agilita` e` contagiosa. Quando si alza il ritmo pero` le sospensioni non offrono il rigore delle concorrenti: la corsa della forcella e` abbondante e la taratura piuttosto morbida. Per tenere il passo si finisce cosi` per strapazzarla: in frenata affonda molto. Pero` la Yamaha regala gusto, impossibile resistere al suo carattere focoso, oggi aumentato anche grazie al Quick Shift (che tuttavia e` un po' duretto da azionare). Se esagerate comunque ci sono un ABS ben tarato e il traction control regolabile a darvi una mano. Discorso mappature, alla fi ne la standard e` quella che si utilizza piu` spesso: la B ha una risposta al gas un po' troppo assopita, mentre la A soffre di un on-off pronunciato (anche la standard, ma il fenomeno e` smussato).

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