Viaggi in moto: alla scoperta dell'Irlanda del Nord


di MariaVittoria Bernasconi, foto di Stefano Casati venerdì, 31 agosto 2018
Questo itinerario meraviglioso scalda il cuore nonostante il clima umido e umorale del nord dell'isola. Le strade seguono disegni arzigogolati tra falesie e colline, tra ruderi e deliziosi villaggi



Questo itinerario è stato pubblicato sul numero 143 di Dueruote di Aprile 2017

Niente poesia, poca prosa. Per descrivere l’Irlanda del Nord basterebbero le immagini. Le parole sono pericolose, potrebbero non raccontare la bellezza, l'asprezza, la storia. La durezza di alcuni anni e la forza di lotte, contasti e manifestazioni del passato che è paragonabile a quella del vento sulla brughiera, a quella del mare sulle pareti di roccia scura.

I colori dell’Irlanda del Nord

Benvenuti in Irlanda del Nord, territorio inglese diviso in sei contee: in questo lungo viaggio ne attraversiamo cinque, seguendone le strade scure, da percorrere sulla corsia sinistra della carreggiata, e che tagliano i verdi incredibili di questo paesaggio. Del suo cielo, dei panorami, degli scorci incontaminati, tanto si è scritto, da essere quasi banali a ripeterlo. Ma è così: il cielo cambia repentinamente, scopre colori di zaffiro e poi si addensa di cumulonembi che sanno di piombo e cenere, di spumoso zucchero, di porpora e fuoco.

Tutto parte da Belfast

Il verde è declinato in così tante varianti da renderne difficile la catalogazione. E il clima umorale dell'Isola non aiuta a decidersi: i colori cambiano a seconda della forza del sole e della luce. Come accade anche a Belfast, la capitale del Nord, che splende di sfumature diverse dai dintorni in cui è sorta: distesa nella valle del fiume Lagan è cresciuta intorno ai cantieri navali e alle industrie di lino e tabacco, modificandosi sotto gli impulsi incessanti della rivoluzione industriale. Lucidata dalle frequenti piogge e messa a nuovo da un clima ottimista, ha oggi un bel centro storico, in parte pedonale: per questo è meglio girarla a piedi! Sulla sua pelle, fuori dai vicoli e oltre gli scenografici edifici vittoriani, appaiono i segni degli scontri. I Troubles sono vivi nella memoria e sui Peace Walls, ancora presenti e in qualche modo ancora voluti dai protestanti che oggi sono circa metà della popolazione del Nord.

Questo non deve spaventare, ma fa tornare alla mente tutto ciò che è successo negli ultimi decenni, fino alla firma dell'accordo del Venerdì Santo del 1998. Ma Belfast è molto di più di questo: la città vuole vivere bene e si percepisce dal movimento, dalle novità, dal fermento culturale e giovanile. Dalla leggerezza delle notti, vissute tra musica, pub e piacevoli passeggiate nel quartiere Cathedral, uno dei più vivaci e denso di eventi. Se siete in vena, fate un salto - a piedi - al The Crown Liquor Saloon, per l'architettura, l'arredamento d'epoca e l'atmosfera, oppure vagabondate tra gli Entries, i vicoletti tra High e Ann Street, su cui occhieggiano i pub più sofisticati e gettonati dalla gente del posto. Di giorno, invece meritano una visita l'Ulster Museum, la cattedrale di Sant'Anna e il Titanic Quarter! Fuori dalla città, però, tutto cambia.

A picco sul mare

Nel casco entra il mare: sfila veloce accanto alla moto, tiene il passo sulla destra. Bisogna superare i sobborghi di Belfast e arrivare a Larne per raggiungere una costa bella da guidare, un po' più libera dal traffico locale. Da qui il mare d'Irlanda e il verde dei prati sono padroni dell'orizzonte, fino a quando non è tempo di rientrare verso il Glenariff Forest Park. Vi consiglio questa piccola fuga dalla costa per immergervi nel cuore del parco. Così come, più avanti, c'è un'altra svolta che punta l'interno dell'Isola: se siete appassionati di Games of Thrones è imperdibile, perché raggiunge il bellissimo viale di faggi The Dark Hedges che però è preso d'assalto da orde di turisti in pullman. Quindi se non foste proprio fan della serie, potete anche risparmiarvi il giro e godervi la costa spettacolare delle Glens della contea di Antrim e la Causeway Coast. Attenzione però, la via da seguire è quella in direzione di Torr: sottile, serpeggiante e assolutamente selvaggia, è una strada minore meravigliosa che corre a picco sul mare. I resti del Kinbane Castle anticipano la tappa a Carrick a Rede, di cui vi parliamo nella sezione "da non perdere".

Anche da dietro alla visiera lo sguardo riesce ad abbracciare le isolette che punteggiano questo tratto di mare, arrivando alla tappa successiva: patrimonio dell'Unesco, la Giant's Couseway è l'incredibile risultato di un'esplosione sotterranea che ha fatto emergere questa enorme massa di basalto. Ora, se i fenomeni naturali vi avessero seccato la gola, è tempo di raggiungere Bushmills e l'omonima distilleria. Scherzi a parte, la Old Bushmills Distillery è in attività dal XVII secolo, e può essere piacevole una visita con degustazione di whiskey irlandese, sempre che non dobbiate guidare dopo: oltre al buon senso, occorre tenere a mente che le pene per la guida in stato di ebbrezza sono davvero impegnative!

Derry o Londonderry?

Dopo un passaggio al Mussenden Temple e alla spiaggia sottostante, si lascia il mare, le cui acque ormai si mischiano a quelle dell'Atlantico, per raggiungere la città di Derry Londonderry. Ha un doppio nome, segno tangibile della contrapposizione tra cattolici e protestanti che, anche qui, fu molto forte una manciata di decenni fa. La città si srotola dopo il ponte sul Foyle, tra divisioni, murales e quartieri dal fascino antico. Oltre Derry è solo vento e campagna: la strada scende rapida verso sud est, tra leggere colline coperte di prati di un verde squillante e cittadine senza grande personalità. La campagna è quello che importa: si coltivano cereali, granturco e ortaggi, seguendo il ritmo delle stagioni e il clima bizzoso. Se piove non togliete l'antipioggia: smette ma poi ricomincia e non ci si fa più caso. Ed è utile anche per ripararvi dal vento pazzesco: persino le pecore si accucciano per resistere alla furia delle raffiche.

In giro non ci sono moto, solo nei fine settimana se ne incontrano, soprattutto sulla costa. Che è la meta delle nostre gomme: dopo Newry ecco di nuovo il mare ad accompagnare la strada tranquilla del sud, tra spiaggette e cale riparate. Per fermarvi c'è la grande Tyrella Beach, meta di kite surfer e perfetta per un pic-nic. Se voleste sgranchire le ruote, il consiglio è di puntare le Mourne Mountains e seguire la strada B27: il paesaggio è davvero particolare e l'asfalto serpeggia tra prati ed eriche fiorite.

Poi si sale sul traghetto che da Strangford arriva a Portaferry: da qui l'animo si appaga, guidando sulla placida via che raggiunge Bangor, lungo una costa dolce che ha un ritmo blando e villaggi deliziosi in cui sostare. Come Portavogie, cittadina di pescatori: come non desiderare una cena di pesce al suono tintinnante delle barchette attraccate al porticciolo?!

Di nuovo a Belfast. Togliendo il casco si viene investiti dal vento del nord, che sa di altre zone, di schiuma, onde e burrasca. Che sa di città e di oceano ma anche della quotidianità, finalmente più tranquilla, di questa terra divisa.

Si ringrazia l'Ente del Turismo Irlandese www.ireland.com/it

Questo itinerario è stato pubblicato sul numero 143 di Dueruote di Aprile 2017